Il Cimitero Inglese

cimitero inglese 1Il cimitero inglese di Minturno si trova sulla via Appia, nell’area archeologica appena fuori l’abitato di Scauri e in prossimità del ponte sul Garigliano. Venendo dall’autostrada del sole e uscendo a Cassino, si prende la superstada per Formia, si esce sulla destra a Castelforte, si prosegue fino alla rotonda per SS. Cosma, ma si gira dalla parte opposta, per Minturno e al primo bivio a sinistra si imbocca la strada che porta fino all’Appia. Si gira a destra e si trova subito il cimitero sulla sinistra, prima del distributore di benzina dell’Agip.

Il cimitero si presenta con un corridoio kargo coperto da un “prato inglese” curatissimo e delimitato da alberi di pino alti e maestosi. Sulla parte sinistra, rdietro il recinto, mentre ci si dirige verso l’area dove sono le tombe, si può ammirare l’ampia area archeologica romana e vedere così l’anfiteatro.

Arrivati in fondo al viale, un altare invita a ricordare per sempre ciò che è accaduto e il sacrificio di quei soldati: “Their name liveth for evermore”, c’è scritto.

Più in fondo, una croce con una spada sembra voler fare da guardia alla comunità sepolta nelle tombe tutto intorno. Infatti le lapidi bianche e arrotondate con la croce in mezzo sono schierate alle due ali del corridoio centrale che va dall’altare alla croce.

Da una parte e dall’altra ci sono quattro aree di lapidi ciascuna composta di 10 filari di 25 lapidi ciascuna per un totale di 1000 tombe. Infatti il cimitero accoglie 2.041 tombe di cui 2.001 inglesi, 33 del Canada, 4 dell’Australia, 2 del Sud Africa e 9 Pioneer Corps dell’Africa del Sud. Di questi 97 sono ignoti.

Ogni lapide, porta il nome, il ruolo e l’età del militare sepolto. Oltre alla croce centrale, ogni lapide porta scolpita in alto l’immagine della milizia di appartenenza. Di fronte ad ogni filare di lapidi c’è un piccolo spazio per accogliere piantine e fiori come a portar conforto ai morti.

Nelle corsie laterali bellissimi alberi di magnolie stanno a guardia dell’area e nelle corsie più interne salici piangenti sembrano pregare per i caduti lì sepolti.

In un piccolo edificio sulla destra dell’area delle tombe c’è una trga che ricorda la campagna d’Italia degli inglesi e una locandina scritta in inglese ricorda che almeno 1.700.000 uomini e donne del Commonwealth sono morti durante la seconda guerra mondiale.

Uscendo, sulla destra, una piccola costruzione con un altare, contiene una porticina in ottone con una maniglia per le registrazione delle visite. Dentro un libro riporta l’elenco dei militari sepolti e un’altro contiene le firme dei visitatori e i loro commenti.

Ritornando indietro, tra i pini e le alte colonne dell’ingresso spunta la linea inconfondibile della città di Minturno con le cime dei Monti Aurunci che gli fanno da cornice.

Qui viene da pensare: quanta storia e quanti morti contiene questa terra! dai tempi prima di Roma, quando qui c’era la Pentapoli. Una terra dunque bella e ricca, tra il mare, il fiume e i monti, teatro di guerra tra tutti coloro che l’hanno voluta possedere e difendere.