La Battaglia di Santa Maria Infante

battaglia di santa maria infanteSanta Maria Infante era addossata lungo la Linea Gustav e i tedeschi, accampatisi proprio qui, fecero sfollare l’intera popolazione invadendo completamente il contado.

Molte delle case dei Santamariani divennero il quartier generale di soldati tedeschi, che si riunivano nelle stalle per preparare le operazioni militari. Gli abitanti furono costretti ad un esodo forzato verso altre città d’Italia e alcuni trovarono rifugio sui Monti Aurunci. La popolazione di Santa Maria venne privata di ogni bene e fu costretta a fuggire subendo violenze e soffrendo la fame.

Proprio in questa frazione si è svolta la battaglia più feroce dell’intero territorio perché le truppe tedesche incalzate dall’avanzata degli Alleati rafforzarono ulteriormente i loro presidi e diedero battaglia. Ci vollero tre giorni perché la frazione fosse liberata dagli Americani.

La liberazione di Santa Maria Infante ruppe la linea difensiva tedesca e aprì le porte per l’avanzata degli Alleati verso Roma. La popolazione subì molte perdite e l’intero abitato fu ridotto ad un massiccio cumulo di macerie.

Per ricordare quei tragici eventi e le numerose morti è stato eretto in Piazza F.lli Pimpinella, al centro del paese, un Monumento ai Caduti, in cui sono ricordati tutti coloro che perirono a causa della guerra.

guerra santa maria infante 2Il “Giornale d’Italia” del 18 Maggio 1944 recitava così:

“… Per avere un’idea dell’accanimento della lotta che si svolge nel settore costiero basti pensare che il piccolo villaggio di SANTA MARIA INFANTE, che si trova fra la conca di Minturno e Scauri era stato conteso per due giorni di seguito e per 17 volte perso e altrettante volte riconquistato. Attualmente si trova nel dispositivo avanzato germanico (…) durante il primo periodo dell’attacco (11 maggio 1944) il 913° Battaglione di Artiglieria da campo sparò 4.268 colpi su SANTA MARIA INFANTE (…) Il compito di Keyes consisteva nel provocare uno sfondamento ai due lati dell’Appia, con l’appoggio dell’artiglieria terrestre e navale, sfondare lo sbarramento “Senger” a sud e congiungersi con il corpo di Anzio. I suoi primi obiettivi erano i monti Braschi, Santa Maria Infante e il Colle San Martino, in seguito Castellonorato e Spigno con lo scopo di aprire ai marocchini l’accesso al Massiccio del Petrella. Il tiro preparato non nocque molto alla 94° Divisione Fante ria: l’attacco degli Americani aveva trovato la divisione “Steimnetz” pronta alla difesa.

guerra santa maria infante 1Un aspro combattimento si svolse per il possesso di SANTA MARIA INFANTE e Solacciano. Qui tutti gli attacchi fallirono di fronte alla Resistenza del 1° Battaglione Granatieri del 267° Reggimento e del 94° Battaglione Fucilieri. Il 351° Reggimento di Fanteria Americano si slanciò invano contro le posizioni tedesche. Anche la 85° Division e, che attaccava direttamente dalla costa, non riuscì a progredire. Soltanto nel pomeriggio del 13 maggio, la 88° Divisione riprese l’attacco sfruttando un profondo cuneo prodotto nella 71° Divisione di Fanteria, gli Americani penetrarono in SANTA MARIA INFANTE: il 14 vennero tuttavia ricacciati dalla località dal 94° Battaglione Fucilieri. Benché i Fucilieri Tedeschi avessero fatto prigionieri un intero Battaglione Americano, non poterono continuare la Resistenza. A sera perdettero definitivamente SANTA MARIA INFANTE. Era il 14 Maggio 1944.”